Alla Posta — Alloggio turistico

NEC ENIM ULLUM HOC FRIGIDIUS FLUMEN ATTIGI«Non ho mai toccato un fiume più freddo di questo.» Attico, immergendo il piede nel Fibreno. Cicerone, De legibus II, 6

Il Lago di Posta Fibreno

Un lago di risorgiva, acqua limpida e sempre fredda, un'isola che si sposta da sola e un pesce che vive solo qui. Da casa nostra si arriva a piedi.

1983istituzione della Riserva naturale regionale
≈ 30 mdiametro della Rota, l'isola galleggiante
16 mprofondità massima, in località Codigliane
100+specie di uccelli nel canneto e sulle acque

Un lago che nasce dalla roccia

Il lago non ha un vero immissario: lo alimentano risorgive carsiche che raccolgono acqua da un vasto bacino sotterraneo, legato secondo gli studi della Riserva all'alta Valle del Sangro, in Abruzzo. È lungo circa 1,9 chilometri, largo al massimo circa 320 metri e in media profondo meno di tre. Da qui nasce il fiume Fibreno, che dopo pochi chilometri si getta nel Liri.

Proprio perché l'acqua sgorga di continuo dalle sorgenti, la temperatura resta quasi costante tutto l'anno e la trasparenza è eccezionale. Lo sanno bene i subacquei, i canoisti e chi viene a guardare gli uccelli tra le canne.

Per proteggere questo equilibrio, nel gennaio 1983 la Regione Lazio ha istituito la Riserva Naturale Regionale Lago di Posta Fibreno.

Foto: acqua trasparente e passerella
Foto: la Rota vista dall'alto

La Rota

L'isola che cammina

In uno specchio d'acqua circolare tra le canne galleggia la Rota: un'isola di torba, rizomi e radici di circa trenta metri di diametro, con alberi rimasti nani. Non è ancorata al fondo. Il vento e le correnti delle sorgenti la spingono lentamente da un bordo all'altro.

Il nome dialettale viene dalla sua forma, rotonda come una ruota. Il FAI l'ha inserita tra i Luoghi del Cuore.

Plinio il Vecchio, nel secondo libro della Naturalis Historia (I secolo d.C.), raccoglie i casi delle isole che galleggiano nei laghi d'Italia. La tradizione locale, ripresa anche dal FAI e da VisitLazio, riconosce nella Rota una di quelle meraviglie descritte duemila anni fa.

Cicerone e il Fibreno

Il fiume dove Cicerone sedeva a scrivere

Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. nella villa di famiglia presso Arpino, sulle rive del Fibreno. Nel dialogo De legibus, scritto alla fine degli anni 50 a.C., ambienta la conversazione con il fratello Quinto e l'amico Attico proprio qui: passeggiano lungo il fiume e si siedono su un'isoletta dove il Fibreno si divide in due rami e poi si riunisce.

È in questa pagina che Cicerone chiama questi luoghi la sua «vera patria», quella delle radici della famiglia e delle tracce degli antenati. Attico, toccando l'acqua con il piede, si stupisce che sia così fredda. Chi visita il lago oggi fa la stessa esperienza.

Dove il Fibreno entra nel Liri, nel 1011 venne fondata l'Abbazia di San Domenico, sul luogo indicato come la villa paterna di Cicerone. Scopri l'abbazia · Tutta la storia, in ordine.

Haec est mea et huius fratris mei germana patria. Hinc enim orti stirpe antiquissima sumus.

«Questa è la vera patria mia e di mio fratello. Da qui discendiamo, da una stirpe antichissima.»

Cicerone, De legibus II, 3

Curiosità

Nove cose da sapere prima di andare

Un pesce che vive solo qui

Il carpione del Fibreno (Salmo fibreni) è un salmonide endemico: in natura esiste soltanto in questo lago. Si riproduce in inverno e si nasconde tra rocce e vegetazione profonda.

La nàue

I pescatori del lago usano ancora una barca tradizionale a fondo piatto, la nàue. Si vede dalle passerelle della Riserva.

Il mulino del 1810

La casina rossa all'ingresso del lago è un mulino ad acqua attivo dal 1810, recuperato dal Comune con i macchinari originali. Si visita con il Centro Visite.

Il Lago Chiaro

Dal mulino un sentiero breve porta al Lago Chiaro, il punto dove l'acqua è più trasparente. Adatto anche ai bambini.

Il nome

Secondo una tradizione «Fibreno» deriva dal latino fiber, il castoro, animale che un tempo popolava le rive. «Posta» indicherebbe un luogo ben posto, ben situato.

Il museo del lago

In paese, nella vecchia scuola, il Museo naturalistico ed etnografico racconta la natura del lago e la vita dei pescatori di un tempo.

Visto da lontano

Nel 2025 la CNN ha inserito le sorgenti del lago tra otto mete italiane lontane dal turismo di massa.

In bici dalle cascate

Nella prima metà di ottobre si corre la Ciclostorica «dalle cascate al lago», su bici d'epoca da Isola del Liri al Fibreno e ritorno.

Uccelli rari

Nel canneto nidificano e svernano oltre cento specie, tra cui la moretta tabaccata, specie di interesse europeo.

Il lago è a un chilometro da casa

Al mattino presto, prima dei visitatori, la passeggiata sul lago è il modo migliore per cominciare la giornata.

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